Vladimir Majakovskij, nacque nel 1893 in Georgia nel villaggio di Bagdadi, che oggi porta il suo nome, e si trasferì a Mosca a 10 anni alla morte del padre, ispettore forestale. A 15 anni fu arrestato tre volte per i suoi contatti con il partito bolscevico clandestino. Nel 1911 si iscrisse all'accademia di belle arti di Mosca, ma il poeta Burljuk lo convinse a dedicarsi alla poesia. >>

Animatore e protagonista del movimento futurista russo – al quale già aderivano registi teatrali, cinematografici, architetti, pittori con risultati rivoluzionari per la cultura mondiale – fu subito famoso per i suoi atteggiamenti provocatori e ribelli. La Rivoluzione del 1917 trova Majakovskij in prima linea come agitatore politico, propagandista, autore di efficaci manifesti politici, di testi teatrali di grande potenza satirica e poeta di piazza. >>

Un poeta all'apparenza limpido, sicuro, capace di rinunciare al buon gusto della poesia delicata per gettarsi nella lotta creativa con tutta la sua forza del suo verso libero, duro, sarcastico, eppure minato fin dall'inizio da inquietudini rivelatrici, anche lui tentato dal nichilismo autodistruttivo, con il tema della morte che si affaccia imprevisto anche nei suoi versi giovanili.